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Enrico Novelli, in arte Yambo Antonino Rizzo |
Riassumere tutta l’opera
letteraria e artistica di Yambo non è cosa facile. Oltre al fervido
e brillante giornalista, al fecondo romanziere precursore della fantascienza
italiana, c’è l’impareggiabile illustratore, il pupazzettista
a cui si debbono i tipici e indimenticabili personaggi della sua fantasia,
personaggi simpatici oltre ogni dire tanto se buoni tanto se avversari
irriducibili e provocatori di conflitti violentissimi quanto incruenti,
tutti vestiti in modo sgargiante dal medesimo sarto: esseri caricaturali,
buffoneschi, scaturiti da un’immaginosa critica umoristica della
vita. E leggendolo e guardandolo nelle sue figure, Yambo, si diventa spettatori
di una rappresentazione di questi personaggi nei quali ci si sente allegramente
o ci si vede specchiato il prossimo. Proprio per materializzarvi le sue
figure con spettacoli congeniali creò un teatro dei fantocci che
raccolse successi clamorosi, ammirato anche all’estero dove egli
ai tempi suoi era conosciuto per il suo spirito vivace e come vessillifero
d’italianità. Squisitamente toscano, Enrico Novelli, oltre
alla sua nascita in Pisa, fu fiorentino di adozione e si meritò
la cittadinanza onoraria si Siena per il romanzo storico: la fiamma su
la Balzana. Nella primavera del trentuno l’Accademia Fiorentina
delle Arti del Disegno deliberò di annoverarlo tra i propri accademici.
Varcò gli orizzonti della vita nel quarantatrè. Non superò
l’affaticamento cui fu sottoposto quel giorno, di ritorno dal lavoro,
per una incursione aerea di guerra, di quest’ultima guerra per la
quale aveva enormemente sofferto nei suoi sentimenti di padre, di cittadino,
di patriota. E così Yambo è oggi quasi dimenticato perché
scomparso insieme al periodo e alle cose da dimenticare, ma le sue opere
sopravvivono e potrebbero anche riportarlo vicino a quel piano di popolarità
che egli si era meritatamente guadagnato. |
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