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Il terrorismo

 

 

N.M.

 

Parlando di terrorismo, mi vengono sempre in mente i giapponesi degli quaranta, che si buttavano con gli aerei contro le navi americane. Almeno quei “Kamikaze” lo facevano per una giusta causa. Possiamo classificare i palestinesi come tali, visto la pressione israeliana sui loro territori, ma cosa possiamo dire di quel ceto di musulmani che lo fanno sotto il velo dell’Islam? Come musulmano posso citare la parola di Allah nel Corano: “Combattete nel nome di Dio quelli che vi combattono e non aggredite, Allah non ama gli aggressori”. Poi, come principio del Jihad (Guerra Santa), è proibito uccidere i deboli: donne, bambini, vecchi ecc, dunque, consiglio a tutti quelli che dicono “terrorismo islamico” di non pensare, in questo modo, che l’Islam precetta tali aggressioni. L’Islam è una religione di pace, di fraternità, di fede in Dio, negli angeli, nei profeti e nei libri sacri. Andare nei paesi altrui a far danni sia materiali, sia morali, l’Islam non lo permette. Un vero musulmano deve fare buona propaganda per la sua religione, e non dare brutta figura uccidendo la gente innocente! Da un altro lato, i mass-media esagerano tanto, per colpa di qualche ignorante giornalista che f servizi nelle moschee e quando incolpano tutti, idea sbagliata al mille per cento, perché da un lato spaventano i fedeli telespettatori, e da un altro lato, non fanno che aumentare l’odio da parte di quei musulmani innocenti ed estranei a quei fatti, spngendoli magari a sviarsi versi l’altro fronte, e mi sembra anche inevitabile, perché non si sente più la democrazia, ma l’emarginazione tribale. Come rimediare a tale inconveniente? la questione è semplice come questa barzelletta: un uomo si reca dal medico per dargli una medicina per lo stomaco che gli fa male perché ha mangiato un piatto bruciato, il medico gli somministra una medicina per gli occhi: “sa, vedevi bene, non potresti mai mangiare un piatto bruciato!”. Cosa si può concludere? Per ciò, rivolgo questa domanda alla gente: “cosa ha portato l’intervento italiano in Iraq?!!!”, “com’è cambiato l’Iraq prima e dopo Saddam?”, “dalla cronaca vi sembra giusto andare a democratizzare in paesi altrui prima del suo proprio?”. Per la mia parte, se L’Italia è nel mirino è solo perché se le cercata, i messaggi dei terroristi è chiaro, “colpiremo chi è intervenuto in Iraq ed i paesi arabi traditori”, citiamo gli: Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Marocco, Tunisia, Egitto, ecc. e la lista speriamo che si fermi qui.

 

 
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