L’omelia del Cardinale
Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI sul grande male dato dal relativismo
dei tempi moderni, mi ha spinto a fare alcune riflessioni… Ho cercato
di entrare nella visione di un cattolico osservante, allontanandomi da
quelle posizioni agnostiche, che una persona a me particolarmente cara,
mi addita… Da dove cominciare? Credo dal nocciolo di questo male…
Ma questo grande male che affligge l’uomo di oggi, che tanto si
vanta dei suoi saperi, cos’è esattamente? Nietzsche, nelle
“Considerazioni inattuali”, scriveva :
“ Certo tu ti arrampichi su per i raggi del sole del sapere, verso
il cielo, ma discendi anche in basso verso il caos. Il tuo modo di camminare,
cioè di arrampicarti come sapiente, è la tua fatalità;
terra e suolo indietreggiano per te nell’incerto; per la tua vita
non ci sono più sostegni, ma ormai soltanto fili di ragnatela,
che ogni nuovo slancio della tua conoscenza lacera.”
Si tratta del nichilismo, di quel male che secondo Nietzsche avrebbe colpito
tutti gli uomini nei due secoli successivi al suo. A pensarci in effetti,
le varie forme di relativismo sono maschere del nichilismo, cioè
maschere che nascondono un azzeramento di tutti i valori.
L’affermare che le diverse dottrine sono da considerare tutte uguali
e che nessuna può considerarsi superiore alle altre, significa
in ultima analisi, considerare tutte le dottrine prive di un effettivo
valore oggettivo, e quindi ritenerle “prive di valore”; e
pertanto uguali nella loro insignificanza, e tutte uguali nel “nulla”
del loro valore.
Questo relativismo nichilista che accusa di fondamentalismo il credo della
Chiesa, è in realtà esso stesso a mio vedere, un fondamentalismo
in negativo.
Esistono non solo forme di integralismo di carattere religioso, ma anche
forme di integralismo di segno opposto, sia laicistiche che antireligiose,
iniziate con l’illuminismo, con la punta emergente di Voltaire,
proseguite in vario modo e giunte ai limiti estremi ai giorni nostri.
Cosi Ratzinger parla di “dittatura del relativismo” e in questo
specifico caso a giusta ragione;
in quanto il relativismo con violenza, si manifesta oggi come un vero
e proprio assolutismo, trasfigurato e mascherato in modi assai raffinati,
ma proprio per questo assai pericolosi: in quanto portano alle estreme
conseguenze, a “ quell’astuzia che porta all’errore”
di cui parla San Paolo.
In effetti, il relativismo negando ogni valore come punto di riferimento
incontrovertibile, fa dell’uomo la “Misura di tutte le cose”,
come diceva il vecchio Protagora, fa quindi cadere in quell’individualismo
che rende la vita degli uomini di oggi sempre più difficile, come
certa sociologia d’avanguardia (Zymunt Bauman in testa) dimostra
in modo puntuale.
A vederla sotto quest’ultimo punto, in relazione alla difficoltà
della vita dell’uomo moderno, l’omelia di Papa Ratzinger,
mi spinge ad una ultima riflessione…
“L’uomo non è intrinsecamente buono, è un animale
come gli altri, e devo ammettere con grande dolenza, che gli illuministi
si sbagliavano o quantomeno generalizzavano troppo sulla buona natura
dell’uomo”…. Ma questo è gia un altro discorso…
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